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Comunicato stampa

Riccardo Benassi

Nell’ambito di Art Fall ‘13, le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara in collaborazione con Xing, presentano Techno Casa di Riccardo Benassi, una produzione che rientra nel progetto “Dentro le Mura”, realizzato nell’ambito di Creatività Giovanile, promosso e sostenuto dal Dipartimento della Gioventù - Presidenza del Consiglio dei Ministri e dall’ANCI - Associazione Nazionale Comuni Italiani.

In questo lavoro, composto da 10 video denominati Allegati, l’artista riflette, attraverso una registro diaristico e personale, su una serie di tematiche da sempre al centro del suo lavoro: la tecnologia, l’architettura, le relazioni tra gli individui e le generazioni, la percezione e il consumo di spazio e tempo – focalizzando in particolare l’attenzione su come i nuovi e sofisticati strumenti tecnologici prêt-à-porter abbiano cambiato il contesto in cui ci muoviamo e noi stessi.

In questa occasione, le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara hanno sostenuto la produzione di cinque nuovi Allegati, che entreranno nelle collezioni dei musei ferraresi e che, aggiungendosi a quelli realizzati nell’ambito di Live Arts Week 2013 prodotti da Xing, completano la serie. Il 4, 5 e 6 ottobre dalle 12 alle 21.40, sarà possibile immergersi in una installazione ambientale il cui nucleo pulsante è l’intero corpus dei video proiettati in sequenza presso la Videoteca Vigor.

Con Techno Casa Benassi ha perfezionato un format che gli permette di muoversi simultaneamente su tre diversi livelli linguistici – riprese video, composizione di suoni e scrittura – che sono sovrapposti in maniera polifonica. In tale forma, i contenuti si dispiegano negli allegati secondo ritmi troppo serrati per consentire a una persona normalmente dotata di afferrarli nella loro interezza. Ed è così che il lavoro trova un’ulteriore e sempre diversa incarnazione nel personale montaggio di immagini, suoni e parole assemblato in presa diretta da ciascun spettatore.

Il flusso di pensieri, che si materializza nelle parole presenti in una stringa sulla parte bassa dei video, prende generalmente le mosse da episodi della vita dell’artista, frammenti biografici, a volte minime esperienze fenomenico-esistenziali, da cui si diramano riflessioni di respiro ampio, dense di contenuti, dall’andamento apparentemente casuale e invece tenute assieme da una regia rigorosa, che non si preoccupa soltanto dei nessi logici del discorso, ma anche del dosaggio dei registri, nel singolo allegato e in rapporto alla composizione generale.

In Techno Casa Benassi cattura e tiene assieme aspetti cruciali di un mondo cangiante ad alta velocità, il nostro.

Trailer del progetto, Techno Casa. an introduction to:
http://www.liveartsweek.it



Info:
www.xing.it
diamanti@comune.fe.it
artisti@comune.fe.it
0532 244949 | 0532 744643

Nota sui nuovi Allegati

L’Allegato 6,96 Mb si sviluppa su un tappeto sonoro composto a partire da un frammento di una nota e martellante melodia degli anni ‘80, che sulle prime fa l’effetto di una madeleine indigesta. Ad aprire e chiudere il lavoro c’è un breve racconto per immagini, dotato di una sua drammaturgia involontaria e poeticamente coerente, ripreso fortuitamente dall’artista di fronte all’ingresso del Duomo di Ferrara. Nel testo, a partire dalla propria, e non esattamente gratificante, esperienza della raccolta differenziata della spazzatura, l’autore sposta il ragionamento sulle intenzioni di una multinazionale dell’alimentazione che ricompra i vuoti di una famosa bibita gassata di sua produzione dai waste pickers di un paese dell’America Latina. La raccolta consente di risalire ai tempi e ai luoghi del consumo, “ottenuti questi dati e messi in relazione con i dati di produzione e distribuzione, la ditta sarà in grado di prevedere il desiderio di bevanda gassata – ottenendo un potere magico lucrativo per via di un calcolo matematicamente intransigente presentato in forma di sentimento ecologista.”

Una delle possibili traiettorie di senso dell’Allegato 7,02 Mb, che prende le mosse dall’ascolto dell’ultimo disco dei Daft Punk, è la tensione tra la libertà espressiva derivante dall’utilizzo di massa dei nuovi strumenti tecnologici – “Come se la rivoluzione digitale avesse ricoperto il pianeta con un’eterea superficie di equità, permettendo a chiunque di creare musica e farla sentire in giro attraverso il web” che rende tutti protagonisti – e la sua contropartita faustiana: la diabolica efficacia di strategie di vendita o di controllo che sono passate dalla logica dell’avere a quella, illusoria, dell’essere. “Nel clima da sondaggio statistico permanente, l’idea è di rendere tutto mimetico e trasparente – vaporizzato: passano nuvole dello stesso colore del cielo – e come fai a vederle? Come se non si comprassero più voti – ma si vendesse il sogno di diventare parlamentare”, oppure: “Come se non si affittassero più appartamenti, ma si vendesse il sogno di diventarne proprietari”.

Nell’Allegato 8,88 Mb, Benassi affronta un altro tema ricorrente e cruciale di Techno Casa, ovvero la perdita di importanza dello spazio nella nostra esistenza quotidiana a favore del tempo, in coerenza con una realtà che si va smaterializzando nell’esperienza virtuale, e di come questo si rifletta nei mutamenti dell’arredamento degli interni: nel bagno, ad esempio, dove le rare vasche superstiti vengono trasformate in docce. L’allegato si chiude con queste parole: “All’idea di arredo (nell’appartamento con i mobili) si potrebbe sostituire l’idea di personalizzazione (dello smartphone con le app), perché svuotare la propria casa di oggetti divenuti inutili – invece di accumularne – è la garanzia di un’eterna giovinezza”. Poi, una ripresa che si muove dall’alto verso il basso, realizzata da un ascensore trasparente (motivo ricorrente, che chiude visivamente, ma in senso inverso, anche il precedente allegato), inquadra un angolo di una città italiana con palazzi borghesi dell’Otto-Novecento, che immaginiamo sempre più vuoti.

Nell’Allegato 9,24 Mb l’artista si interroga sull’Europa, un’entità opaca nella sua natura e generica negli obiettivi. Nella maggior parte dell’allegato, l’inquadratura è fissa su una pista di un aeroporto, dove vediamo del movimento attorno ad un aereo che viene preparato alla partenza. Benassi riprende la scena con il suo smartphone attraverso una parete vetrata, sulla quale si riflettono, appena visibili, ombre di ciò che accade dall’altra parte del campo visivo. Il testo si focalizza sull’architettura dei quartieri periferici delle grandi città, che l’artista individua come uno dei pochi tratti comuni dei diversi paesi dell’Unione Europea. Si tratta di zone liminari le cui abitazioni acquisiscono valore proporzionalmente alla loro prossimità agli snodi di traffico: “si chiamano quartieri dormitorio poiché chi ci abita passa la vita a sognare.” La scrittura poi cambia passo per raccontare il “sogno che si aggira zitto zitto tra i parcheggi: aree mute con lampioni soli che si guardano attorno come se qualcosa potesse cambiare, lampioni che fanno la corte agli alberi senza accorgersi che non potrà mai funzionare”.

All’inizio dell’Allegato 10,01 Mb, l’immagine della facciata di un edificio dalla superficie specchiante, come anche il testo, che parla di un temporale estivo contemplato oltre una finestra, rimanda ai lampi notturni che attraversano la soglia sottile delle palpebre dell’artista durante il sonno descritto nell’Allegato 1,12 Kb, e più in generale ad alcuni motivi di quel primo video. L’esperienza sensoriale, i sentimenti e la conoscenza che ne scaturiscono, assieme ai temi della percezione e della memoria, sono centrali in questi due allegati, che significativamente aprono e chiudono la serie, suggerendo forse la cornice poetica all’interno della quale si sviluppa il ciclo. Nel decimo, una corsa al parco, mentre la pioggia finisce di cadere, porta la riflessione sui cantieri edilizi che gli crescono intorno, ma poi l’autore è come rapito dalle sensazioni provate a causa dei cambiamenti atmosferici e di luce che lo investono e l’ambiente intorno risulta trasfigurato: “Correndo mi accorgo che davanti a me in lontananza, alcuni raggi di sole si sono fatti strada al tramonto, ed illuminano esclusivamente una panchina che sembra grande come un regno e abitata temporaneamente da una regina che – avvolta da un bozzolo invisibile ma iridescente – legge un importantissimo libro. Sbirciandola da lontano, nella prospettiva concessa dalla mia corsa, non solo mi è sembrato di conoscerla, ma ho avuto anche la sensazione – del tutto falsa – che stesse leggendo il libro della mia vita.”

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Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea

Palazzo Massari - Corso Porta Mare 9, 44121 Ferrara
tel +39 0532 244949