ARTFALL 09- Ferrara contemporanea

Sommario delle sezioni presenti in questa pagina:


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Comunicato stampa
Sabato 7 novembre dalle ore 19.00 Living Room. Performance da camera ospita tre eventi performativi realizzati in collaborazione con il Teatro Comunale di Ferrara. Ideato da Xing, Living Room è nato dalla scelta di sperimentare forme di presentazione scenica non classiche e ricercare tipologie performative immediate e colloquiali. Uno spazio fisico e mentale, di cui condividere i processi oltre agli esiti. Ad Art Fall prende forma attraverso tre creazioni originali di artisti italiani che praticano la ricerca scenica in diverse direzioni: nuove soggettività artistiche in un panorama produttivo che si rigenera. Muna Mussie, Orthographe, BAROKTHEGREAT impiegheranno gli spazi del Padiglione d'Arte Contemporanea e il Salone d'Onore del Museo Boldini, dove le architetture, gli affacci e gli impedimenti disegneranno le visioni materiali delle tre performance.

Si inizia con la prima assoluta di Ti ho sognato, ma non eri il protagonista, la nuova creazione di Muna Mussie. Le sue performance, di cui generalmente cura concezione, messa in scena e interpretazione, sono raffinate simulazioni che hanno come oggetto la condizione del vivere. La simultaneità di spazi e tempi (tra intimità ed esposizione) è il passo che imprime alle messe in scena. Ti ho sognato, ma non eri il protagonista è la prosecuzione del lavoro di ricerca avviato con il video-maker Luca Mattei in 1PER1, in cui lo spazio dell'azione, della visione e dell'esperienza collidono in cortocircuiti di dichiarazioni e azioni a più sensi e tempi. Una parete divisoria delinea il confine tra pubblico e scena. Su di essa viene proiettata in diretta l'azione: uno spazio visivo che si fa spazio scenico e che accoglie una partitura di azioni in continua sospensione tra un dentro e un fuori.

Dalla distillazione del quotidiano di Muna Mussie si passa a Gorgone II, performance in prima assoluta di Orthographe, formazione che indaga i fenomeni segreti e la mitologia dello stupore attraverso esperimenti di archeologia della visione e di evanescenza ottica. L'azione di Gorgone II si alimenta di una miscela ibrida di credenze e comportamenti, dove vengono accostate chimiche della visione, leggende di esseri telepatici e annunciazioni divine, suoni saturi di chitarre elettriche e testimonianze infantili di rapimenti extraterrestri. La pista che Orthographe segue assieme al sound designer Lorenzo Senni in questo secondo capitolo dell'operazione Gorgone - dalla mitica creatura che non può essere vista direttamente pena la morte - porta ancora una volta lo spettatore attraverso luminescenze e ondulazioni sonore "in uno spazio di defamiliarizzazione dell'immagine e di spaesamento percettivo".

Chiude la serata la performance, in prima visione italiana, Barok (the origin), pensata per il festival di Avignone 2008: si tratta della prima forma dello spettacolo Barok, progetto artistico di collaborazione tra autori e interpreti ideato dalla danzatrice e performer Sonia Brunelli e dalla musicista Leila Gharib, che insieme formano il duo BAROKTHEGREAT, in dialogo col regista Simon Vincenzi. Presentato unicamente in uno spazio all'aperto nel Jardin de la Vierge del Lycée Saint-Joseph di Avignone, il lavoro "adegua" la sua scrittura coreografica e sonora al Salone d'Onore del Museo Boldini nella crudezza di una mise en espace a giorno. L'azione nasce da un suono chiuso dentro una stanza e dal suo replicare all'infinito. La figura è un interprete che traduce il suo pensiero in una scrittura fisica. Barok (the origin) è un movimento che non si ferma mai, che si rigenera in continuazione perchè spinto da un ritmo pulsivo e ostinato, da forze esplosive come il pensiero, la malattia, l'indecisione, l'imprevisto e l'eccezione.