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Paesaggio biblico
Paesaggio biblico

Roberto Melli

Paesaggio biblico, 1941

Olio su tela, cm 89,5 x 69,5
Museo d’Arte Moderna e Contemporanea “Filippo de Pisis”, inv. 4655

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Datata in basso a destra “1941”, l’opera appartiene al periodo più difficile della carriera di Melli quando, durante il secondo conflitto mondiale, lavora appartato nello studio romano di Mazzullo in via Sabazio 4, dove sovente si riunivano artisti e letterati, tra cui Giuseppe Ungaretti, Leonardo Sinisgalli, Cesare Zavattini, Renato Guttuso, Marcello Venturoli e Toti Scialoja. Colpito dalle leggi razziali e privato dei diritti civili, Melli era stato interdetto a partecipare ad esposizioni e a svolgere qualunque attività pubblica. I dipinti di questo periodo, che contano numerose nature morte (Radiche gialle, 1940; Composizione con bottiglia e frutta, 1941; Natura morta autunnale, 1941; Autunno, 1941; Viola e argento, 1942), mostrano come, in seguito al contatto con l’orientamento espressionista della Scuola Romana, il cromatismo di Melli si accenda e il repertorio che anima le sue composizioni domestiche si arricchisca di oggetti insoliti – stoffe, conchiglie, piante, carte, foglie di alberi – che, scelti e combinati in virtù del loro valore formale e cromatico, creano un clima di sottile tensione e una sospensione temporale dal sapore quasi metafisico. Un «lirismo tranquillo ma intenso» pervade ora le tele dell’artista che, nella loro tensione plastica, nelle prospettive multiple e nei piani inclinati che spingono gli oggetti in primo piano, mostrano il riaffiorare della meditazione melliana sull’opera di Cézanne. La ricerca pittorica – delineatasi a seguito dell’esperienza di «Valori Plastici», assestata sulla ricerca tonale e su una peculiare indagine del quoditiano tesa a catturare la sostanza poetica delle cose – è espressione profonda e coerente del senso di serietà e onestà morale che ha sempre caratterizzato l’opera di Melli.

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