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La cantante mondana
La cantante mondana

Giovanni Boldini

La cantante mondana, c. 1884

Olio su tela, cm 61 x 46
Collezione Fondazione Carife, in deposito presso le GAMC

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Abbandonati i soggetti di “genere”, all’inizio degli anni Ottanta Boldini torna a dedicarsi al ritratto e, contemporaneamente, intraprende una ricerca figurativa sui temi della città moderna che resterà perlopiù confinata nella parte più intima e sperimentale della sua produzione, quella dei disegni, delle incisioni o delle opere destinate agli amici. In essa l’artista estende la sua indagine anche ai luoghi della vita notturna: i teatri, i caffè concerto, i salotti musicali e nel suo repertorio fanno così la loro comparsa, d’improvviso, musicisti, ballerine, cantanti, gruppi al caffè. Sono opere che, per soggetto e stile, dimostrano la conoscenza dei dibattiti figurativi d’avanguardia e del lavoro di Degas, insieme al quale Boldini frequentava la Parigi notturna e i suoi protagonisti.

Datato dalla critica al 1884, la Cantante mondana è una delle poche opere dedicate a questo tema che Boldini traspone su tela. Come si deduce da un confronto con un coevo acquerello oggi perduto (Due amici, Dini e Dini 394), il dipinto non è ambientato in un caffè o in un salotto musicale, bensì nell’atelier dell’artista in Place Pigalle, di cui Boldini ripropone uno scorcio con il suo pianoforte e due dipinti alla parete. La fattura è sciolta e la pittura è stesa a grandi e sintetiche pennellate. La composizione è costruita su un complesso intreccio di diagonali ed è caratterizzata da tagli improvvisi, probabilmente desunti dall’estetica del “giapponismo” allora molto in voga, come quello che lascia fuori dall’inquadratura il corpo del pianista sulla sinistra risparmiandone solo le mani e il viso. L’opera propone inoltre un’inquadratura fortemente ravvicinata, che sottolinea l’istantaneità e, dunque, la “verità” della scena. Inoltre, è caratterizzata da un punto di vista rialzato che accentua il movimento della chanteuse che culmina nell’apertura repentina del ventaglio, elemento formale molto amato da Degas.

Già appartenente alla collezione dell’artista e poi transitata in collezione privata, l’opera è stata acquistata dalla Fondazione Carife nel 2008 e collocata in deposito al Museo Giovanni Boldini.

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