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Savonarola al cospetto di Carlo VIII
Savonarola al cospetto di Carlo VIII

Massimiliano Lodi

Savonarola al cospetto di Carlo VIII, 1866-67

Olio su tela, cm 260 x 380
Museo dell’Ottocento, inv. 96

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Fedele alla tradizione hayeziana della pittura di storia, di cui replica modi e stilemi ancora negli anni Sessanta dell’Ottocento, Massimiliano Lodi in un fascicolo a stampa, datato 17 giugno 1865 in cui si firma “pittore storico”, invita i ferraresi a partecipare alle spese di esecuzione, sotto forma di pubblica associazione, di un’opera raffigurante un episodio della vita di Girolamo Savonarola, certamente compiuta entro la metà del 1867 come risulta da un prospetto di spese sostenute per l’esecuzione. Accettata la donazione dal Comune di Ferrara con deliberazione del successivo 14 dicembre, il dipinto è collocato alla fine dello stesso mese nella “stanza dei quadri moderni” della Pinacoteca appositamente riordinata. La ragione che può aver determinato la scelta del soggetto va probabilmente individuata nel fatto che Savonarola era ferrarese di nascita e che prima di essere nominato nel 1482 lettore nel convento fiorentino di San Marco, aveva risieduto tra Bologna, Reggio Emilia e la sua città natale. L’episodio rappresentato, benché certamente in linea con i temi della pittura di storia, risulta, infatti, più inerente alla storia di Firenze che a quella di Ferrara. L’incontro tra il frate domenicano e il re di Francia Carlo VIII, ormai stanco dopo una lunga campagna d’Italia per reclamare i diritti degli angioini sul regno di Napoli, avviene a Poggibonsi il 17 giugno 1495. Lodi riprende la tradizione secondo cui solo l’estremo intervento di Savonarola aveva scongiurato il saccheggio di Firenze di cui il sovrano reclamava il titolo di Signore. Al centro del dipinto si individua immediatamente proprio Carlo VIII, riconoscibile grazie al corpetto in velluto ricamato con gigli d’oro, che ascolta commosso il suo interlocutore il cui dito alzato ne rivela l’ispirazione divina.

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